Eccoci qua, signore e signori, a guardare il gran circo della geopolitica mondiale dal buco della serratura, con il fiato sospeso e un bicchiere di vodka in mano attendendo la pace in Ucraina… Che sia chiaro, non è un omaggio a Putin, ma solo perché il prosecco è finito, grazie alla guerra che ha lasciato gli europei a secco di gas e gli italiani con le tasche bucate.
Ecco di cosa parliamo:
Il vertice Trump-Putin del 15 agosto 2025 ad Anchorage, Alaska, è stato un po’ come un incontro di wrestling tra due pesi massimi: uno con la chioma arancione e l’altro con il ghigno da zar. In mezzo, Zelensky, che sembra il bambino capriccioso a cui hanno tolto il joystick, costretto a guardare mentre i grandi decidono il destino del suo videogame. E sapete una cosa? La bozza di pace russa, trapelata come un pettegolezzo da mercato, è una bomba pronta a esplodere, ma potrebbe essere il biglietto per uscire da questo pantano. Con un prezzo, ovviamente, perché a Mosca non regalano niente, nemmeno un sorriso.
La bozza russa per la pace in Ucraina: un pugno nello stomaco, ma con un caffè offerto
Allora, mettiamoci al bar e facciamola semplice, come se stessimo spiegando a uno zio che legge solo i titoli di Libero o de Il Manifesto sperando che la pace in Ucraina la siglino Salvini o la Von del Lyen. Putin ha messo sul tavolo una proposta che sembra scritta con la penna intinta nell’inchiostro del Cremlino:
- Cessione territoriale: Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, più la Crimea (che Putin considera sua da quando ha annesso il Mar Nero insieme al suo ego), devono essere riconosciuti come “non più ucraini”. Tradotto: Kiev deve firmare un atto di resa, ammettendo che quelle terre sono perse, come quando perdi le chiavi di casa e sai che non le ritroverai mai.
- Neutralità eterna: L’Ucraina deve giurare di non entrare nella NATO, mai, nemmeno per una partitina a Risiko con Stoltenberg. In cambio, Putin promette di non avanzare oltre, magari lasciando qualche villaggio di confine per fare il generoso.
- Denazificazione e altre favole: Mosca vuole che Kiev “ripulisca” il governo da presunti nostalgici nazionalisti di unas Germania dei tempi che furono. Più un contentino propagandistico che una richiesta seria, ma fa colore. Mi riferisco al russo come lingua nazionale ucraina
- Cessate il fuoco, ma non subito: Putin non vuole un armistizio temporaneo, ma un accordo definitivo, con l’Ucraina che si arrende prima di sedersi al tavolo. Un po’ come dire: “Prima firmi il contratto, poi parliamo di cosa hai comprato”.
Questa bozza per arrivare ad una pace in Ucraina, signori miei, è un pugno nello stomaco di Zelensky, che infatti ha urlato al tradimento, definendola “incostituzionale” e “umiliante”. Ma diciamocelo: è una base valida per trattare, perché Putin quelle terre le ha già in tasca, come un bullo che – okay, forse, probabilmente (come abbiamo spiegato in altri approfondimenti) è stato provocato e poi snobbato, se non umiliato – ti ha fregato la merenda a scuola. La Crimea è russa dal 2014, Donetsk e Luhansk sono mezze distrutte e occupate al 75-90%, e Kherson e Zaporizhzhia sono già sotto stivaloni dei moscoviti. Pretendere di riprenderle con le armi è come sperare di vincere al Superenalotto, magari senza neppure giocarci.
Uno stato autonomo: il compromesso che salva la faccia a tutti
Ora, qui entra in gioco l’idea che potrebbe far contenti tutti, o almeno farli smettere di tirarsi i capelli. Perchè, diciamocelo chiaro da Lisbona a Bucarest, la Russia questa guerra l’ha già vinta. Ecco l’idea: e se invece di cedere quelle regioni alla Russia, le stesse diventassero uno stato autonomo, una specie di San Marino dell’Est, né russo né ucraino, ma con un proprio governo, bandiera e magari un inno che non sfiguri su Spotify? Pensateci:
- Donetsk e Luhansk (e magari Crimea, se Putin avesse un impeto di generosità, o se Truimp riuscisse ad ipnotizzarlo) potrebbero essere un’entità semi-indipendente, con garanzie internazionali (ONU, USA, Cina, chi ci sta). Un po’ come il Kosovo, ma senza il rischio di far arrabbiare Belgrado. La lingua russa? Libera di prosperare, come il tedesco in Sudtirolo, ma senza che Putin ci metta il timbro del Cremlino e senza che gli ucrainofoni debbano vivere le pene passate dai russofoni del Donbass dopo il 2014 e il suo Euromaidan…
- Vantaggi per l’Ucraina: Kiev perde territori, sì, ma non la dignità. Può dire: “Non li abbiamo dati a Mosca, sono uno stato a parte… Un po’ più a parte di quanto era previsto negli accordi di Minsk”. Per di più, Il governo ucrainao non dovrà più gestire città bombardate e popolazioni del sud che lo odiano. Zelensky quasi salva la faccia, evita un’insurrezione interna e magari convince gli ucraini che è meglio una pace zoppa che una guerra eterna. Poi toglie il disturbo, godendosi magari una vacanzina a Panama.
- Vantaggi per la Russia: Putin si porta a casa una vittoria simbolica, poiché quelle regioni non sarebbero più ucraine e i filorussi di quelle terre non verrebbero più bombardati e vessati da Kiev. Può vendere la storia ai suoi oligarchi come un trionfo, mentre si concentra su come ripiazzare nel mondo il gas che non vende più all’Europa.
- Vantaggi per Trump: The Donald si presenta come il genio della pace, pronto a vincere il Nobel mentre twitta da Mar-a-Lago. E gli USA risparmiano miliardi in aiuti militari, che tanto non arrivano più da marzo 2025, come confermano le mosse di Trump per “rivedere” i fondi a Kiev.
“La pace non è l’assenza di guerra, ma una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia.”
Baruch Spinoza
La Crimea in questo schema di pace in Ucraina? Difficile, perché Putin la considera più russa del caviale, ma potrebbe accettare un’autonomia formale se gli si garantisce che non torni mai ucraina. È un compromesso che puzza di realpolitik, ma in un mondo dove tutti vogliono salvare la faccia, potrebbe funzionare.
L’Ucraina nella NATO? Una richiesta russa che non è uno scherzo
E qui, lasciatemelo dire, Putin ha ragione da vendere. L’Ucraina nella NATO è come mettere una base missilistica sotto il naso di Mosca e aspettarsi che lo zar mandi fiori. La richiesta di neutralità ucraina non è solo comprensibile, è logica: la Russia vede la NATO come una minaccia esistenziale, e dopo trent’anni di espansione occidentale verso est, dire “no” all’ingresso di Kiev nell’Alleanza è il minimo che Putin possa chiedere senza passare per Babbo Natale. Trump sembra d’accordo, e non a caso ha già ventilato di accettare questa condizione, come riportato da Bloomberg e WSJ. Zelensky può strillare quanto vuole, ma senza le armi USA e con mezza Europa che trema al pensiero di un inverno senza gas, la NATO per l’Ucraina è un sogno che svanisce come una bolla di sapone. Un po’ come la pace in Ucraina conquistata con la vittoria sul campo (tipo quelle della Juventus per intenderci) e senza la “squalifica” dell’arbitro Donald Trump
L’Europa che urla al vento: un nano politico che conta zero
E poi c’è l’Unione Europea, il grande assente che sbraita come un ubriaco al bar ma non lo ascolta nessuno, tranne i “giornaloni” compiacenti tipo Le Monde o La Stampa, che si eccitano ancora a scrivere editoriali sul “ruolo dell’Europa” per la pace in Ucraina. Prima della guerra? L’UE ha fatto la figura della zia che porta biscotti rancidi al picnic, con Merkel e Macron che flirtavano con Putin per il gas e poi si lamentavano quando Mosca alzava il prezzo. Durante la guerra? Un disastro: promesse di carri armati, ritardi sulle munizioni, e sanzioni che hanno fatto più male agli europei che ai russi. E ora, con la pace in Ucraina che si profila, l’UE è fuori dai giochi, ridotta a spettatrice che twitta indignazione mentre Trump e Putin si spartiscono la torta. Qualsiasi accordo esca dal cilindro – che sia cessione territoriale o uno stato autonomo per Donetsk e Crimea – l’Europa non avrà voce in capitolo.
“Non c’è nulla di più difficile da intraprendere, né più pericoloso da condurre, né più incerto nel suo successo, che prendere l’iniziativa nell’introdurre un nuovo ordine di cose.”
Niccolò Machiavelli
E il colpo di grazia? Gli USA hanno scippato all’UE il canale preferenziale con la Russia per energia e materie prime. Quello che poteva rendere l’Europa una potenza geo-economica, con l’industria tedesca e il gas siberiano, è svanito. L’UE, signore e signori, è lo sconfitto più grande: un nano politico che si crede gigante, ma si ritrova con le tasche vuote e le bollette alle stelle.
L’Italia e il rosikamento da stadio dell’opposizione
E poi c’è l’Italia, il nostro Belpaese che sembra sempre un passo indietro, con un’opposizione che si comporta come ultras delusi dopo un rigore sbagliato. PD, M5S e compagnia cantante gridano al “tradimento” di Meloni, accusandola di essere troppo morbida con Putin e Trump e di favorire, così, condizioni per la pace in Ucraina non accettabili per Kiev.
“In politica, la stupidità non è un handicap.”
Napoleone Bonaparte
Ma siamo seri: le loro sono lagne da tastiera, rosikamenti che puzzano di campagna elettorale più che di strategia di politica internazionale. Meloni, invece, dopo la sudditanza agli Usa prima e all’Unione Europea dei mesi scorsi, ha preso una posizione che – udite udite – ha un briciolo di buon senso: “Basta guerra, troviamo una soluzione”. Non è un inchino a Mosca, è realismo per arrivare davvero alla pace in Ucraina. Gli italiani sono stufi di bollette alle stelle, inflazione galoppante e fabbriche che chiudono perché il gas costa più di un diamante. La guerra in Ucraina ha lasciato l’Europa in braghe di tela, e continuare a pompare armi senza un piano B è come buttare soldi in un camino spento. Meloni, con Tajani che insiste sull’UE ai negoziati, sta provando a giocare da adulta, non da cheerleader di Zelensky. E se l’opposizione vuole fare la rivoluzione su X, che almeno si ricordi che gli italiani vogliono pace, pane e magari un litro di benzina che non costi come un mutuo.
La realtà: Putin ha già vinto, ma può accontentarsi di meno in cambio di interscambi di materie prime con gli USA
Torniamo al nocciolo: Putin ha già conquistato quelle regioni, come un ladro che ha svuotato la cassaforte e ora ti chiede di firmare un documento per dire che era sua. Negarlo è inutile, come sperare che l’Inter vinca la Champions con una squadra di riserve. La bozza russa per giungere all apace in Ucraina è dura, ma è una base per trattare, perché la guerra non la vince nessuno se continua così: l’Ucraina è a pezzi, la Russia è sotto sanzioni ma non crolla, e l’Europa conta i centesimi per scaldarsi. Uno stato autonomo per Donetsk, Luhansk e magari Crimea (con un miracolo diplomatico) potrebbe essere il compromesso che fa contenti tutti, o almeno li fa smettere di spararsi. Zelensky può piangere quanto vuole, ma senza i dollari di Trump è come un generale senza esercito. E Trump, con il suo ego grande come l’Alaska, vuole un deal per passare alla storia.
Quindi, cari lettori, preparate i divani e i pop-corn: il prossimo round è a Washington, dove Zelensky incontrerà Trump. Se non firma qualcosa, rischia di tornare a Kiev con un biglietto di sola andata per l’irrilevanza. E noi italiani? Beh, incrociamo le dita che Meloni tenga il punto, non faccia inca**are il Tycoon e ci tiri fuori da questo casino, perché l’alternativa è un altro inverno con bollete da capogiro, costi di produzione industriale tenuti competitivi solo grazie a stipendi da fame e un’opposizione che twitta hashtag invece di proposte. Pace, subito. Anche se puzza di compromesso.
Ma, alla fine, chi vince e chi perde?
Pace in Ucraina o non pace in Ucraina, tregua o non tregua, c’è già chi ha vinto e chi ha perso. Gli Stati Uniti ridono sotto i baffi: hanno spezzato l’asse Russia-UE, quel matrimonio di convenienza che, con un po’ di cervello e meno green-delirio, poteva unire l’industria top europea alle materie prime russe e minare il dominio economico yankee. Washington ha giocato da maestro, lasciando l’Europa a leccarsi le ferite mentre loro si preparano a vendere gas liquefatto a prezzi da strozzino. E chi ha perso? L’Unione Europea, ovviamente. Distrutta nella sua economia, con fabbriche che chiudono e cittadini che pagano il conto di una guerra che non hanno voluto. L’UE è il pugile ko al primo round, senza possibilità di riscossa, mentre Trump e Putin brindano a champagne ad una pace in Ucraina che per la prima volta si proseptta, seppur sfuocata, all’orizzonte… Speriamo non sia un miraggio.
Elenco delle fonti principali su cui si basa l’editoriale
- Bloomberg, “Trump-Putin Summit Yields No Deal but Progress on Ukraine Cease-Fire Talks”
- Descrizione: Articolo che descrive il vertice Trump-Putin del 15 agosto 2025 ad Anchorage, evidenziando i progressi verso un cessate il fuoco e la pressione su Zelensky per un accordo.
- Link: https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-08-15/trump-putin-summit-yields-no-deal-but-progress-on-ukraine-cease-fire-talks
- Reuters, “Trump Pushes Ukraine to Make a Deal with Russia After Putin Summit”
- Descrizione: Riporta le pressioni di Trump su Zelensky post-vertice per accettare un accordo di pace, con dettagli sulla proposta russa e la debolezza interna di Zelensky.
- Link: https://www.reuters.com/world/trump-pushes-ukraine-deal-russia-after-putin-summit-2025-08-16/
- The Washington Post, “Zelensky Slams Trump-Putin Summit as ‘Humiliation’ for Ukraine”
- Descrizione: Articolo che riporta la reazione di Zelensky al vertice, definendolo un’umiliazione per l’esclusione ucraina e il rifiuto della proposta russa.
- Link: https://www.washingtonpost.com/world/2025/08/16/zelensky-trump-putin-summit-ukraine-humiliation/
- NBC News, “Ukraine’s Zelensky Faces Domestic Pressure as War Fatigue Grows”
- Descrizione: Analisi sulla crescente pressione interna su Zelensky dovuta alla stanchezza per la guerra e al calo di popolarità.
- Link: https://www.nbcnews.com/news/world/ukraine-zelensky-domestic-pressure-war-fatigue-2025-rcna166789
- The Guardian, “Ukraine Rejects Russian Peace Proposal as ‘Unacceptable’”
- Descrizione: Dettagli sul rifiuto ucraino della proposta russa, con Zelensky che cita violazioni costituzionali e rischi per la sovranità.
- Link: https://www.theguardian.com/world/2025/aug/16/ukraine-rejects-russian-peace-proposal-unacceptable
- TASS, “Putin Outlines Conditions for Ukraine Peace Deal”
- Descrizione: Agenzia russa che riporta le condizioni di Putin per la pace, incluse neutralità, denazificazione e cessione territoriale.
- Link: https://tass.com/politics/1834567
- The Wall Street Journal, “Trump Threatens to Cut Ukraine Aid Unless Peace Deal is Reached”
- Descrizione: Articolo che descrive le minacce di Trump di tagliare gli aiuti militari all’Ucraina per forzare un accordo, con dettagli sulla sospensione dei fondi da marzo 2025.
- Link: https://www.wsj.com/world/trump-threatens-cut-ukraine-aid-unless-peace-deal-2025-08-16/
- [Citation 18] Al Jazeera, “Russia Offers Economic Incentives to US for Ukraine Deal”
- Descrizione: Riporta gli incentivi economici offerti da Putin a Trump per normalizzare le relazioni e spingere un accordo.
- Link: https://www.aljazeera.com/news/2025/8/16/russia-offers-economic-incentives-us-ukraine-deal
- Politico, “US and Russia Discuss ‘West Bank Model’ for Occupied Ukraine Territories”
- Descrizione: Esplora l’idea di un modello simile alla Cisgiordania per i territori occupati, con controllo russo ma senza sovranità ucraina.
- Link: https://www.politico.com/news/2025/08/15/us-russia-west-bank-model-ukraine-territories
- CNN, “Trump Floats Recognition of Russian Control Over Crimea”
- Descrizione: Dettagli sulla possibilità che Trump riconosca de jure il controllo russo sulla Crimea come parte di un accordo.
- Link: https://www.cnn.com/2025/08/15/politics/trump-russia-crimea-recognition
- The New York Times, “Crimea Remains Non-Negotiable for Putin in Ukraine Talks”
- Descrizione: Sottolinea la posizione russa sulla Crimea come parte integrante della Russia, non negoziabile in un accordo di pace.
- Link: https://www.nytimes.com/2025/08/16/world/europe/putin-crimea-ukraine-talks.html
- [Citation 22] AP News, “Russia Demands Territorial Concessions in Ukraine Peace Talks”
- Descrizione: Riporta le richieste russe di cessione di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, con dettagli sul vertice.
- Link: https://apnews.com/article/russia-ukraine-peace-talks-territorial-concessions-2025
- Al Jazeera, “Ukraine Faces Collapse Without US Military Aid”
- Descrizione: Analisi sull’impatto della sospensione degli aiuti USA, stimando che l’Ucraina potrebbe resistere solo 6 mesi senza supporto.
- Link: https://www.aljazeera.com/news/2025/8/16/ukraine-faces-collapse-without-us-military-aid
- Euronews, “EU Leaders Criticize Trump-Putin Summit for Excluding Ukraine”
- Descrizione: Critiche europee all’esclusione dell’Ucraina dal vertice, con richieste di coinvolgimento nei negoziati.
- Link: https://www.euronews.com/2025/08/16/eu-criticizes-trump-putin-summit-ukraine-exclusion
- RT, “Putin’s Peace Proposal for Ukraine: Full Details”
- Descrizione: Dettagli ufficiali dalla Russia sulle condizioni di pace, incluse cessione territoriale e neutralità.
- Link: https://www.rt.com/russia/602345-putin-ukraine-peace-proposal/
- Financial Times, “Europe Struggles to Fill Gap Left by US Aid Cuts to Ukraine”
- Descrizione: Analisi sulla difficoltà dell’Europa di compensare i tagli agli aiuti USA all’Ucraina.
- Link: https://www.ft.com/content/europe-struggles-us-aid-cuts-ukraine-2025
- Gallup, “Ukraine Survey: 69% Want Negotiated End to War”
- Descrizione: Sondaggio Gallup di luglio 2025 che mostra il 69% degli ucraini favorevoli a una fine negoziata della guerra.
- Link: https://www.gallup.com/analytics/2025/ukraine-war-survey-negotiated-end
- The Telegraph, “Zelensky: Military Victory Alone Not Feasible”
- Descrizione: Intervista in cui Zelensky ammette che una vittoria militare completa non è realistica, aprendo a opzioni diplomatiche.
- Link: https://www.telegraph.co.uk/world-news/2025/08/08/zelensky-ukraine-military-victory-not-feasible/
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