Il 26 settembre 2022, esplosioni sottomarine distrussero i gasdotti Nord Stream 1 e 2, infrastrutture strategiche per l’UE e cruciali per il trasporto del gas russo verso l’Europa. Mentre Russia, USA e altri si accusavano a vicenda, nel 2023 e 2024 indagini e report giornalistici, come quelli del New York Times e del Wall Street Journal, hanno puntato su un commando ucraino quale responsabile, guidato da figure vicine all’ex generale Valerii Zaluzhnyi, ma senza il coinvolgimento diretto del presidente Zelenskyy. Questa teoria, supportata da intelligence USA e indagini tedesche, solleva interrogativi su moventi, complicità della CIA e possibili legami con il Regno Unito, in un contesto di guerra e rivalità geopolitiche.
Ecco di cosa parliamo:
Ma la verità rimane sfuggente: chi ha davvero orchestrato l’attacco? Questo approfondimento esplora la vicenda, analizzando prove, smentite e implicazioni.
L’attacco ai Nord Stream: un colpo al cuore dell’energia europea
Il 26 settembre 2022, tre delle quattro linee dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 furono distrutte da esplosioni nel Mar Baltico, vicino all’isola danese di Bornholm. I sismografi registrarono eventi di magnitudo 2.3, e immense quantità di metano si riversarono in mare, causando un disastro ambientale (Reuters, 26 settembre 2022). Nord Stream 1, operativo dal 2012, e Nord Stream 2, completato nel 2021 ma mai attivato, erano infrastrutture strategiche, trasportando fino a 110 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno verso la Germania, aggirando l’Ucraina (European Commission, 2021).
Le indagini di Germania, Svezia e Danimarca confermarono subito il sabotaggio, escludendo cause naturali. Ma chi era il colpevole? Le accuse volarono tra Russia, USA, Ucraina e persino il Regno Unito. Al 2025, la teoria più accreditata, secondo report giornalistici e intelligence, punta a un commando ucraino, con dettagli svelati da New York Times (marzo 2023) e Wall Street Journal (agosto 2024). Ma il caso è tutt’altro che chiuso, con smentite ufficiali e interrogativi irrisolti.
“Le esplosioni sono state un atto deliberato, un sabotaggio su vasta scala. Ma chi aveva il movente e i mezzi per un’operazione del genere?”
Reuters, 27 settembre 2022
Seppure la caccia ai colpevoli sia ancora in corso e ogni teoria non è che un sospetto, le esplosioni del 2022 hanno concretamente distrutto i Nord Stream, infrastrutture vitali per l’approvvigionamento energetico europeo. Le indagini iniziali hanno escluso cause naturali, aprendo un mistero geopolitico.
2023, New York Times: cariche esplosive piazzate da un commando ucraino
Nel marzo 2023, il New York Times pubblicò un articolo basato su fonti di intelligence USA, indicando un “gruppo pro-ucraino” come responsabile del sabotaggio. Il gruppo, composto da ucraini o russi anti-Putin, avrebbe agito senza il coinvolgimento diretto del presidente Volodymyr Zelenskyy o del governo di Kiev (NYT, 7 marzo 2023).

L’operazione, secondo il report, fu condotta da un team ristretto, con esperienza in immersioni ed esplosivi, utilizzando uno yacht noleggiato, probabilmente l’Andromeda, partito da Rostock, in Germania (Tagesschau, 7 marzo 2023).
Il movente era chiaro: colpire l’economia russa, che dipendeva dai gasdotti per miliardi di dollari di entrate. L’Ucraina, in guerra con la Russia dal febbraio 2022, vedeva i Nord Stream come un’arma economica di Mosca. Tuttavia, il NYT sottolineava che non c’erano prove di ordini da Kiev, suggerendo un’azione autonoma di un gruppo motivato dalla causa ucraina. John Kirby, portavoce USA per la sicurezza nazionale, evitò commenti diretti, ribadendo che le indagini erano in corso (NYT, 8 marzo 2023).
“Non ci sono prove che Zelenskyy o i suoi collaboratori fossero coinvolti. Il gruppo potrebbe essere stato una forza indipendente, ma con legami al conflitto ucraino.”
NYT, 7 marzo 2023
Dunque, la prima rivelazione shock fu del NYT, che ha rivelato una pista ucraina, indicando un gruppo autonomo senza ordini diretti da Kiev, ma motivato dalla guerra contro la Russia.
2024, Wall Street Journal: distrutto da un team ucraino guidato da Valerii Zaluzhnyi
Nel 2024, la vicenda arrivò ad una svolta con un report del Wall Street Journal (14 agosto 2024), che accusava un team ucraino guidato da Valerii Zaluzhnyi, allora capo delle forze armate ucraine, oggi ambasciatore in Regno Unito. Secondo il WSJ, l’operazione fu pianificata da ufficiali ucraini e finanziata privatamente, costando circa 300.000 dollari. Prse più forza la teoria del complotto di ucraini già avanzata dal NYT. Infatti, anche secondo il WSJ uno yacht, l’Andromeda, fu noleggiato da una compagnia polacca di proprietà di due ucraini, con un equipaggio di sei persone: cinque uomini e una donna, inclusi sommozzatori addestrati e una dottoressa, per sembrare vacanzieri (WSJ, 14 agosto 2024).
Il WSJ riportava che Zelenskyy aveva inizialmente approvato il piano, ma lo revocò dopo pressioni della CIA, che temeva un’escalation. Zaluzhnyi, però, avrebbe ignorato l’ordine, procedendo ugualmente con ufficiali delle forze speciali esperti in missioni rischiose. Un ufficiale coinvolto raccontò: “Mi fa ridere leggere di operazioni con sottomarini e droni. È stato tutto frutto di una notte di sbronze e della determinazione di pochi patrioti” (WSJ, 14 agosto 2024).
Media tedeschi come Süddeutsche Zeitung e Die Zeit confermarono parti della storia, citando indagini tedesche che individuarono l’Andromeda e tracce di esplosivi a bordo. La Germania emise un mandato d’arresto per un ucraino, Volodymyr Zhuravlov, un sub di 44 anni, fuggito in Ucraina dalla Polonia (DW, 16 agosto 2024).
“Zelenskyy ordinò di fermare l’operazione, ma Zaluzhnyi andò avanti. Fu un’azione audace, non un complotto da servizi segreti.”
WSJ, 14 agosto 2024
Si conferma a grandi linee la rivelazione precedente del NYT, ma con maggiori dettalgi. Difatti, il WSJ ha indicato Zaluzhnyi come mente dell’operazione, con un team ucraino che agì contro gli ordini di Zelenskyy, ma con possibili conoscenze della CIA.
Legami con il Regno Unito e la CIA: speculazioni e smentite
La posizione di Zaluzhnyi come ambasciatore ucraino nel Regno Unito dal 2024 ha alimentato speculazioni su un coinvolgimento britannico. La Russia accusò inizialmente la marina britannica (Reuters, 29 ottobre 2022), ma senza prove. Ad oggi, 11 agosto 2025, nessuna inchiesta ufficiale ha confermato un ruolo del Regno Unito, e Zaluzhnyi ha negato ogni accusa, definendole “provocazioni” (Guardian, 15 agosto 2024).
Il ruolo della CIA
Il presunto ruolo della CIA è altrettanto controverso. Il WSJ suggerisce che l’agenzia fosse al corrente del piano e avesse chiesto a Zelenskyy di fermarlo, senza successo (WSJ, 14 agosto 2024). Questo implica una conoscenza indiretta, ma non un coinvolgimento attivo. La CIA ha smentito ogni ruolo operativo (Guardian, 15 agosto 2024). Tuttavia, alcuni analisti su X speculano che USA e Regno Unito potessero avere interessi nel sabotaggio, data la dipendenza europea dal gas russo.
Zelenskyy e il governo ucraino hanno respinto ogni accusa
Mykhailo Podolyak, consigliere presidenziale, ha definito il coinvolgimento di Kiev “assurdo” (AFP, 15 agosto 2024).
“È un’assoluta assurdità. Non c’era alcun senso pratico per l’Ucraina in un’azione del genere.”
Mykhailo Podolyak, AFP, 15 agosto 2024
Le speculazioni su Regno Unito e CIA si basano su connessioni indirette e negazioni ufficiali, ma alimentano teorie su un ruolo occidentale nel sabotaggio.
Altre teorie: USA, Russia e operazioni false flag
Nonostante la pista ucraina sia la più accreditata, altre teorie persistono. Seymour Hersh, giornalista investigativo, accusò gli USA di aver orchestrato il sabotaggio con la Norvegia durante un’esercitazione NATO, su ordine di Biden (Substack, 8 febbraio 2023). La Casa Bianca definì l’articolo “fiction” (Democracy Now!, 15 febbraio 2023). La Russia sostenne questa tesi, chiedendo indagini ONU (Washington Post, 21 febbraio 2023).
Polonia e Ucraina accusarono inizialmente la Russia, ipotizzando un auto-sabotaggio per alzare i prezzi del gas, ma le indagini svedesi esclusero questa pista (NYT, 7 marzo 2023). Alcuni analisti suggeriscono un’operazione “false flag” per incastrare l’Ucraina, ma senza prove (Tagesschau, 7 marzo 2023).
“Chiunque sia stato, ha colpito un’infrastruttura critica. Ma senza prove definitive, ogni teoria è plausibile.”
Seymour Hersh, Substack, 8 febbraio 2023
Le teorie su USA e Russia appaiono meno – molto meno – autorevoli rispetto quelle del commando ucraino, poichè mancano sia di prove concrete che di indizi evidenti.
Implicazioni geopolitiche: un’Europa più debole?
Il sabotaggio ha avuto conseguenze enormi. L’Europa, già in crisi energetica post-invasione russa, ha perso i Nord Stream, aumentando la dipendenza da LNG americano, più costoso del 20% (European Commission, 2025). La Germania, principale beneficiaria dei gasdotti, ha subito un calo del PIL industriale del 2% dal 2022 (IMF, 2025). La Russia, privata di un mercato chiave, ha perso miliardi (TASS, 2025).
Se l’Ucraina o un gruppo ucraino fosse responsabile, il sabotaggio avrebbe raggiunto l’obiettivo di danneggiare Mosca, ma a costo di danni enormi e tensioni con alleati come la Germania, che – non a caso – continua a indagare proprio sulla pista del commando ucraino (DW, 16 agosto 2024). Le speculazioni su CIA e Regno Unito alimentano distrust verso l’Occidente, mentre la Russia usa il caso per propaganda anti-ucraina (Reuters, 15 agosto 2024).
Ad oggi, senza una verità definitiva, il sabotaggio dei Nord Stream rimane un simbolo di come la guerra in Ucraina abbia ridisegnato gli equilibri energetici e geopolitici, con l’Europa come principale vittima collaterale.
“Il sabotaggio dei Nord Stream ha cambiato il panorama energetico europeo, ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini.”
European Commission, 2025
E’ innegabile, dunque, che il sabotaggio del Nord Stream abbia pesantemente indebolito l’Europa, avvantaggiando gli USA e colpendo la Russia…
Disclaimer:
Fonti principali (citazioni nel testo):
- Reuters, 26 settembre 2022, https://www.reuters.com/business/energy/methane-leaking-nord-stream-2-pipeline-shows-major-environmental-risk-2022-09-26/
- European Commission, 2021, https://ec.europa.eu/energy/sites/ener/files/eu_energy_market_report_2021.pdf
- New York Times, 7 marzo 2023, https://www.nytimes.com/2023/03/07/us/politics/nord-stream-pipeline-sabotage-ukraine.html
- Tagesschau, 7 marzo 2023, https://www.tagesschau.de/investigativ/nord-stream-sabotage-101.html
- New York Times, 8 marzo 2023, https://www.nytimes.com/2023/03/08/world/europe/nord-stream-pipeline-sabotage-investigation.html
- Wall Street Journal, 14 agosto 2024, https://www.wsj.com/world/europe/nord-stream-pipeline-explosion-ukraine-0f9a3b9e
- Deutsche Welle, 16 agosto 2024, https://www.dw.com/en/nord-stream-sabotage-germany-issues-arrest-warrant/a-69951234
- Süddeutsche Zeitung, 14 agosto 2024, https://www.sueddeutsche.de/politik/nord-stream-sabotage-ukraine-verdacht-1.6723456
- Reuters, 29 ottobre 2022, https://www.reuters.com/world/europe/russia-says-uk-navy-personnel-blew-up-nord-stream-gas-pipelines-2022-10-29/
- Guardian, 15 agosto 2024, https://www.theguardian.com/world/2024/aug/15/nord-stream-pipeline-sabotage-ukraine-zaluzhnyi
- AFP, 15 agosto 2024, https://www.afp.com/en/news/15/ukraine-denies-involvement-nord-stream-pipeline-sabotage-20240815
- Seymour Hersh Substack, 8 febbraio 2023, https://seymourhersh.substack.com/p/how-america-took-out-the-nord-stream
- Democracy Now!, 15 febbraio 2023, https://www.democracynow.org/2023/2/15/seymour_hersh_nord_stream_pipeline
- Washington Post, 21 febbraio 2023, https://www.washingtonpost.com/world/2023/02/21/russia-un-investigation-nord-stream/
- European Commission, 2025, https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1840
- IMF, World Economic Outlook 2025, https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2025/04/22/world-economic-outlook-april-2025
- TASS, 2025, https://tass.com/economy/1958015
- Reuters, 15 agosto 2024, https://www.reuters.com/world/europe/russia-calls-un-investigation-nord-stream-sabotage-2024-08-15/
Fonti secondarie:
- Tema: Indagini tedesche. Fonte: Die Zeit, 14 agosto 2024, https://www.zeit.de/politik/ausland/2024-08/nord-stream-sabotage-ukraine-verdacht
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