Piano russo bocciato dagli USA: iniziò lì la guerra in Ucraina che ha distrutto l’Europa

Presidnete Usa incendia la mappa dell'Europa: i perchè della guerra in Ucraina

Questo approfondimento, mirato a svelare i perchè della guerra in Ucraina, prosegue l’analisi iniziata precedente su Euromaidan (Euromaidan: il gioco americano dietro la rivolta ucraina), dove abbiamo esaminato il ruolo degli USA nella rivolta del 2013-2014 che sostituì il governo filo-russo con un altro filo-occidentale. Qui, in questo nuovo approfondimento, ci concentriamo sulla proposta di pace russa del 17 dicembre 2021, ignorata dall’Occidente su spinta americana, e sulle sue implicazioni geopolitiche, inclusa l’ipotesi che Washington abbia visto nel conflitto un modo per dividere Europa e Russia, una unione, economico-commerciale, che avrebbe potuto compromettere l’egemonia globale degli States. Analizziamo i fatti, le prove a favore e contro questa teoria controcorrente – ma non strampalata o da “complottisti” – che vedrebbe gli Usa aver vanificato la proposta russa per evitare la guerra in Ucraina, e i punti chiave del documento russo, per capire se la guerra fra Mosca e Kiev poteva essere evitata.

Una proposta di pace ignorata: la Russia al bivio nel dicembre 2021

Immaginate un momento cruciale, alla fine del 2021, quando il mondo tratteneva il fiato. La Russia, con decine di migliaia di truppe ammassate al confine con l’Ucraina, non voleva ancora la guerra, anzi agiva concretamente per evitarla. O almeno, così sembrava.

Il 17 dicembre 2021, Mosca presentò due documenti diplomatici: uno indirizzato alla NATO, intitolato Agreement on measures to ensure the security of The Russian Federation and member States of the North Atlantic Treaty Organization, e un altro agli Stati Uniti, il Treaty between The United States of America and the Russian Federation on Security Guarantees.

Non si trattava di scartoffie, non erano semplici appelli, ma proposte concrete che avrebbero evitato la guerra in Ucraina, scritte con il linguaggio freddo e preciso dei trattati internazionali e palesemente finalizzati ad evitare quel conflitto che avrebbe cambiato l’Europa.

“Le Parti si guidano nelle loro relazioni dai principi di cooperazione, sicurezza uguale e indivisibile. Esse non rafforzeranno la propria sicurezza individualmente, all’interno di organizzazioni internazionali, alleanze militari o coalizioni a scapito della sicurezza di altre Parti.”

PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 1

Dunque, questi documenti non erano una semplice dichiarazione d’intenti, ma una proposta strutturata, con articoli chiari e richieste precise. La Russia chiedeva garanzie contro l’espansione della NATO, il ritiro delle truppe dai paesi dell’Europa orientale entrati nell’Alleanza dopo il 1997, e limitazioni reciproche su missili ed esercitazioni militari. In cambio, offriva dialogo, trasparenza e misure speculari per ridurre i rischi di incidenti.

Il destinatario principale del tentativo di Mosca di evitare l’invasione e quindi la guerra in Ucraina era la NATO, ma il ruolo degli Stati Uniti fu cruciale. I negoziati si tennero a Ginevra (10 gennaio 2022, tra Wendy Sherman, vicesegretaria di Stato USA, e Sergei Ryabkov, viceministro degli Esteri russo) e a Bruxelles (12 gennaio 2022, nel Consiglio NATO-Russia). Ma l’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, disse no.

Le richieste russe furono definite “irricevibili” (Reuters, 10 gennaio 2022). La NATO insistette sul principio della “porta aperta”, che garantisce a ogni Stato di scegliere le proprie alleanze, e sulla necessità di proteggere i membri orientali, come Polonia e Stati Baltici. Nessun compromesso fu preso in considerazione, e la strada verso la guerra si spalancò.

Oggi, nell’estate del 2025, con l’Ucraina devastata, l’Europa in crisi energetica e la Russia isolata da sanzioni sempre più dure (IMF, 2025), ci chiediamo: si poteva evitare tutto questo? E perché l’Occidente, in particolare gli USA, scelse di chiudere la porta al dialogo?

La Russia propose un patto per nulla irrazionale per evitare la guerra, ma USA e NATO lo rifiutarono, citando principi non negoziabili. Fu una decisione inevitabile o una scelta strategica?

Un’Europa troppo vicina alla Russia? L’ipotesi di una strategia americana

Come dettagliato nel nostro approfondimento precedente su Euromaidan (Primo atto di un piano culminato poi con la vera e propria guerra in Ucraina?), dove abbiamo esplorato il ruolo attivo degli USA nella rivolta del 2013-2014, c’è una domanda che pochi in Italia, e nei grandi media occidentali, hanno osato porre: e se gli Stati Uniti avessero voluto questa guerra?

Ovviamente, non per combattere direttamente, ma per spezzare un legame “pericoloso” – per loro – tra Europa e Russia. Immaginate un mondo in cui l’Europa, con la sua potenza industriale e tecnologia, e la Russia, ricca di risorse naturali come gas, petrolio e minerali unissero le forze. Un blocco eurasiatico così potente avrebbe potuto rivaleggiare con l’egemonia economica americana, cambiando gli equilibri globali.

“Un blocco eurasiatico, combinando le risorse russe e la tecnologia europea, potrebbe alterare l’equilibrio globale del potere, minacciando l’egemonia americana.”

John Mearsheimer, Foreign Affairs, 2014

Prima del 2022, questo scenario non era fantascienza. La Germania, cuore industriale dell’Europa, dipendeva dalla Russia per il 55% del suo gas nel 2021 (European Commission, 2021). Il gasdotto Nord Stream 2, completato nel 2021 e distrutto nel settembre 2022 unitamente al Nord Stream 1 attivo dal 2011 (anche su questo c’è molto da approfondire visto il “silenzio” dei media itaiani, ma lo faremo in seguito), prometteva di raddoppiare le forniture di gas russo a prezzi competitivi, rendendo l’Europa meno dipendente dall’LNG americano, più costoso (Parlamento Europeo, 2021). Paesi come Germania e Italia vedevano nella Russia un partner economico, nonostante le tensioni politiche post-Crimea.

Ma gli Stati Uniti avevano altri piani? La guerra in Ucraina, con le sue sanzioni e la distruzione dei legami economici tra Europa e Russia, ha costretto l’UE a rivolgersi al gas liquefatto americano, con un aumento dei costi del 20% (Brookings, 2025). L’industria europea, soprattutto quella tedesca, ne ha sofferto: il PIL industriale tedesco è calato del 2% dal 2022, e l’UE ha perso tra l’1,1% e l’1,4% del PIL complessivo (IMF, 2025). Intanto, gli USA hanno guadagnato 50 miliardi di dollari all’anno dalle esportazioni di LNG (European Commission, 2025).

Questa prospettiva si collega direttamente al ruolo USA in Euromaidan, in cui si intravedono chiaramente i primi segnali di una strategia che potrebbe essere stata pianificata peroprio per marginalizzare l’Europa. Questa ipotesi – che gli USA abbiano favorito la guerra in Ucraina per dividere Europa e Russia – non è nuova, ma è stata trascurata dai grandi media italiani, spesso concentrati su una narrazione pro-NATO. È possibile che Washington abbia visto nella crisi ucraina un’opportunità per mantenere la sua influenza globale?

E’ innegabile, del resto, che un’alleanza tra Europa e Russia avrebbe potuto sfidare gli USA. La guerra in Ucraina ha spezzato questo legame, con l’Europa a pagarne il prezzo più alto.

Gli USA volevano davvero la guerra? Prove a favore e contro

Per capire se gli Stati Uniti abbiano deliberatamente spinto per il conflitto, dobbiamo guardare agli eventi che hanno preceduto la guerra. Ci sono indizi che rendono l’ipotesi plausibile, anche se non definitiva.

Le tracce di un piano americano

Il primo tassello è Euromaidan, la rivolta del 2013-2014 che portò alla destituzione del presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich, come spiegato nel dettaglio in un approfondimento precedente. Una telefonata intercettata tra Victoria Nuland, assistente segretaria di Stato USA, e Geoffrey Pyatt, ambasciatore in Ucraina, mostra i due mentre discutono della formazione del nuovo governo ucraino, con Nuland che dice sprezzante: “Fuck the EU” (PBS, 7 febbraio 2014). Gli Stati Uniti investirono 5 miliardi di dollari in programmi per la “promozione della democrazia” in Ucraina, finanziando ONG, media e attivisti pro-occidentali (2009-2017.state.gov). Nel 2025, documenti declassificati confermano il ruolo attivo degli USA nel sostenere Euromaidan (Consortium News, 2025).

“Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo chiave nel plasmare il governo post-Euromaidan, marginalizzando l’Europa.”

Consortium News, 2025

Poi c’è il caso Nord Stream. Gli USA imposero sanzioni su Nord Stream 2 tra il 2019 e il 2021, rallentando un progetto cruciale per l’Europa (Parlamento Europeo, 2021). Quando la guerra scoppiò, l’UE bloccò del tutto Nord Stream 1 e 2 (18° pacchetto di sanzioni, luglio 2025), costringendo i paesi europei a comprare LNG americano a prezzi più alti (European Commission, 2025).

Infine, e questo è un aspetto chiave, il rifiuto della proposta russa mirata ad evitare la guerra in Ucraina del 17 dicembre 2021. La NATO e gli USA respinsero il documento senza aprire a compromessi, insistendo sulla “porta aperta” e sulla difesa degli alleati orientali (Reuters, 10 gennaio 2022). Questo rifiuto, secondo analisti come John Mearsheimer, fu una provocazione deliberata che spinse la Russia verso l’invasione (Foreign Affairs, 2025).

I dubbi: era davvero un piano?

Non tutti gli indizi, però, portano a un complotto americano. Ci sono spiegazioni alternative che rendono l’ipotesi meno certa.

Prima di tutto, non esistono prove dirette di un piano USA per indebolire l’Europa. Le azioni americane – da Euromaidan alle sanzioni – possono essere viste come tentativi di contenere la Russia, non di danneggiare l’UE (PBS, 2025). Gli USA hanno dichiarato che il loro supporto all’Ucraina era per promuovere la democrazia, in risposta all’annessione della Crimea nel 2014 (2009-2017.state.gov).

Inoltre, l’Europa non era un monolite. Paesi come Polonia e Stati Baltici erano fortemente anti-russi, mentre Germania e Italia spingevano per mantenere i legami economici con Mosca (DIE WELT, 2022). Queste divisioni interne suggeriscono che l’indebolimento dell’UE non fosse solo colpa degli USA relativamente alle ricadute negative determinate dalla guerra in Ucraina.

Infine, l’invasione russa del 2022 fu una decisione di Putin, non direttamente orchestrata da Washington. La sua scala e brutalità sorpresero anche gli analisti occidentali, rendendo improbabile che gli USA avessero pianificato un conflitto così distruttivo (Foreign Affairs, 2025).

“Non ci sono prove che gli USA abbiano voluto indebolire l’Europa. Le loro azioni erano una risposta alla minaccia russa.”

Council on Foreign Relations, 2025

Se è indubbio, dunque, che gli USA abbiano influenzato lo scoppio della guerra in Ucraina, al tempo stesso non è palese, non è chiaro se il loro obiettivo fosse dividere l’Europa dalla Russia o semplicemente contenere Mosca. Forse la verità sta nel mezzo… O in entrambi!

La proposta russa del dicembre 2021: un’occasione persa per evitare il conflitto?

Torniamo al cuore di questa storia: il documento Agreement on measures to ensure the security of The Russian Federation and member States of the North Atlantic Treaty Organization. Analizziamo punto per punto cosa chiedeva e cosa offriva, con le parole del testo originale e uno sguardo al 2025, per capire se il perdurare della pace fra Kiev e Mosca era davvero possibile.

Fermare la NATO: no all’adesione dell’Ucraina

“Tutti gli Stati membri dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord si impegnano a astenersi da qualsiasi ulteriore allargamento della NATO, inclusa l’adesione dell’Ucraina nonché di altri Stati.” (PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 6)

Per la Russia, l’espansione della NATO verso est, specialmente in Ucraina, era una linea rossa. Dal summit di Bucarest del 2008, quando la NATO promise a Kiev una futura adesione, le tensioni erano cresciute (NATO, 2008). Nel 2025, l’Ucraina non è ancora nella NATO, ma il conflitto ha reso questa promessa un simbolo politico, senza passi concreti (Reuters, 15 luglio 2025). Un compromesso, come una moratoria di 5-10 anni sull’adesione ucraina, poteva essere una via d’uscita?

Però, la NATO respinse la richiesta, definendo la “porta aperta” sacra (Reuters, 10 gennaio 2022). Il dubbio è, ma questa rigidità del fronte occidentale, USA in testa, era solo un mero un pretesto per tenere alta la pressione su Mosca?

Tornare al 1997: meno truppe NATO nell’Est

“La Federazione Russa e tutte le Parti che erano Stati membri dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord al 27 maggio 1997, rispettivamente, non schiereranno forze militari e armamenti sul territorio di qualsiasi altro Stato in Europa in aggiunta alle forze già presenti su quel territorio al 27 maggio 1997.” (PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 4)

La Russia voleva che la NATO ritirasse le truppe dai paesi entrati dopo il 1997, come Polonia e Baltici, per creare una “zona cuscinetto”. Oggi, nel 2025, la NATO ha invece aumentato la sua presenza, con 10.000 truppe in più nell’Europa orientale (NATO, 2024). Ma la sicurezza di questi paesi dipende davvero da truppe stanziali, o un sistema di rotazione poteva soddisfare entrambe le parti?

La NATO disse che il ritiro avrebbe indebolito gli alleati orientali (NATO, 2022). Analisti come Mearsheimer, invece, suggeriscono che un compromesso era possibile (Foreign Affairs, 2025). Sta di fatto che, la guera in Ucraina non si evitò.

Basta missili vicino ai confini

“La Federazione Russa e le Parti che sono Stati membri dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord non condurranno esercitazioni militari o altre attività militari al di sopra del livello di brigata in una zona di larghezza e configurazione concordate.” (PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 7)

La Russia voleva evitare provocazioni, come le grandi esercitazioni NATO nel Baltico. Oggi, nel 2025, queste esercitazioni sono aumentate (es. Defender Europe, NATO, 2025), alzando la tensione.

La NATO considerava le esercitazioni essenziali per la difesa. Una zona cuscinetto concordata poteva essere una soluzione?

Niente NATO in Ucraina e oltre

“Le Parti che sono Stati membri dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord non condurranno alcuna attività militare sul territorio dell’Ucraina nonché su quello di altri Stati nell’Europa orientale, nel Caucaso meridionale e nell’Asia centrale.” (PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 7)

La Russia voleva tenere la NATO lontana dalle sue “sfere di influenza”. Ma nel 2025, durante il terzo anno di guerra in Ucraina riceve armi NATO per 100 miliardi di dollari (SIPRI, 2025), rendendo questa richiesta un punto di rottura.

La NATO vedeva il supporto all’Ucraina come un dovere (Reuters, 2022). Una neutralità ucraina sotto l’ONU poteva funzionare?

Le concessioni di Mosca: un dialogo possibile

“Le Parti riaffermano che non si considerano reciprocamente come avversari.” (PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 3)
“Le Parti scambieranno regolarmente e volontariamente valutazioni delle minacce e delle sfide alla sicurezza contemporanee, si informeranno reciprocamente su esercitazioni e manovre militari.” (PROPOSTA Accordo Russia-NATO, Articolo 2)

La Russia non chiedeva solo, offriva: dialogo, trasparenza, linee dirette per evitare incidenti. Ma nel gennaio 2025, il dialogo è morto, e gli incidenti, come droni abbattuti nel Mar Nero, sono in aumento (BBC, 2024). La sfiducia post-Crimea e l’invasione del 2022 hanno cancellato queste aperture di Mosca (NATO, 2025).

“Se la NATO avesse accettato anche solo un dialogo sulle proposte russe, il conflitto poteva essere evitato.”

Il Pirlosofo, oggi

La proposta russa era ambiziosa ma conteneva spiragli per la pace. Il rifiuto totale occidentale ha chiuso ogni possibilità di dialogo e spianato, aperto la strada alla guerra in Ucraina.

Una guerra che si poteva evitare

Tre anni dopo, oggi, nel 2025, il bilancio è tragico. L’Ucraina ha perso il 30% della sua capacità agricola e 6 milioni di persone sono fuggite (World Bank, UNHCR, 2025). La Russia è strangolata dalle sanzioni, con un PIL in calo del 3-5% annuo (IMF, 2025). L’Europa paga il gas americano il 20% in più, con un danno economico stimato in 1,1-1,4% del PIL (European Commission, 2025).

E la NATO? È più forte, ma a costo di una crisi che ha diviso l’Europa.

La proposta russa del 17 dicembre 2021 non era perfetta. Alcune richieste, come il ritiro al 1997, erano dure da accettare. Ma c’erano margini per negoziare: una moratoria sull’adesione dell’Ucraina, zone cuscinetto, accordi sui missili. Invece, USA e NATO scelsero la linea dura, forse per motivi strategici più grandi di quanto ammesso.

L’ipotesi che gli USA abbiano voluto il conflitto per spezzare i legami tra Europa e Russia resta controversa. Le prove del loro ruolo in Euromaidan, le sanzioni su Nord Stream, i profitti dall’LNG: tutti pezzi di un puzzle che suggeriscono un piano, o almeno un’opportunità colta al volo. La verità definitiva richiede documenti che forse non vedremo mai.

Ma una cosa è certa: la guerra in Ucraina non era inevitabile. E il prezzo più alto lo stiamo pagando noi, in Europa. Questa analisi completa il quadro iniziato con Euromaidan: dagli interventi USA nel 2014 al rifiuto della proposta russa nel 2021, emerge un pattern geopolitico che ha portato alla guerra, con l’Europa come vittima – forse – collaterale.

Nell’inverno 2021/22, la pace era a portata di mano, ma gli interessi geopolitici, guidati dagli USA, hanno prevalso. L’Europa, intrappolata tra due fuochi, ne esce più debole. Ogni settimana più debole…

Disclaimer

Fonti principali (citazioni nel testo sulla vicenda che avrebbe potuto evitare la guerra in Ucraina):

Fonti secondarie: