Cari lettori, se non avete divorato i due approfondimenti recentemente pubblicati su Il Pirlosofo, queste pagine elettroniche, rimediate all’istante: il primo, “Euromaidan: il Gioco Americano Dietro la Rivolta Ucraina”, è un condensato velenoso del 2013/14, quando gli USA hanno giocato a Risiko con Kiev, orchestrando una “rivoluzione colorata” che ha scaraventato via Yanukovich come un mozzicone spento.
Ecco di cosa parliamo:
Victoria Nuland distribuiva biscotti ai manifestanti mentre, al telefono con l’ambasciatore Pyatt, decideva chi mettere al potere – “Yats è il nostro uomo” – e mandava a quel paese l’UE con un “fuck the EU” da antologia.
Cinque miliardi di dollari pompati in ONG e media ucraini: un investimento che ha trasformato l’Ucraina in un burattino filo-occidentale, scatenando tensioni con Mosca e preparando il terreno per il caos.
Il Trattato Russo-USA-NATO del 2021
Ma il clou è nel secondo approfondimento, “Piano Russo Bocciato dagli USA: Inizio lì la Guerra in Ucraina che ha Distrutto l’Europa”: lì l’analisi si concentra sul rifiuto categorico di USA e NATO alla proposta russa del dicembre 2021, un trattato che sembrava uscito dal cappello di un diplomatico con un briciolo di cervello. Riassumiamolo in pillole, basandoci sui draft ufficiali (quello USA-Russia e Russia-NATO, che i nostri amici a Washington hanno trattato come carta straccia):
Principi base e sicurezza indivisibile
Sicurezza indivisibile, cooperazione paritaria, niente azioni che minaccino l’altro – tipo non usare territori altrui per attacchi o minare interessi core (Art. 1-3 dei draft). Roba da asilo: gioca pulito, non rubare i giocattoli al vicino.
No all’espansione della NATO
USA e NATO si impegnano a fermare l’allargamento a est, negando adesione a ex-URSS come l’Ucraina; niente basi militari o cooperazione bilaterale in quei paesi (Art. 4). In pratica: basta assediare Mosca con missili sotto il naso.
Regole sulle attività militari e limitazioni armi
Niente truppe o armi in zone che possano minacciare l’altro, salvo nei propri territori; limiti su esercizi sopra il livello brigata vicino ai confini; consultazioni urgenti per evitare incidenti (Art. 5-7 e vari nel NATO draft). Come dire: non fate i bulli nel cortile altrui.
Via nuove armi nucleari fuori dai confini nazionali, ritorno di quelle già piazzate; no missili a medio/corto raggio in zone da cui possono colpire l’altro; no voli di bombardieri o navi da guerra in aree ostili (Art. 5-6). Un disarmo selettivo per spegnere la miccia.
Meccanismi di consultazione e hotline
Hotline telefoniche, scambi regolari su minacce e dottrine militari, uso del Consiglio NATO-Russia per risolvere dispute; trasparenza su esercizi e attività (Art. 7 e vari). Un telefono rosso per non finire a bombe per un malinteso.
Le conseguenze del rifiuto USA-NATO
Il “no” categorico e il congelamento delle trattative
Sembra, unito all’autonomia ma restando dentro Ucraina delle regioni russofone (un po’ come fatto in Italia dopo la “Stagione delle Bombe” in Sud Tirolo), un piano sensato, no? Un compromesso che poteva congelare le tensioni, salvare vite e tenere l’Europa al caldo con gas a prezzi umani. Invece, USA e NATO l’hanno scaraventato nel cestino come un biglietto della lotteria perdente, senza nemmeno un “vediamo se possiamo negoziare“. Nessuna trattativa, nessun compromesso: un no secco che ha inchiodato Putin al muro, come un giocatore di poker costretto all’all-in perché l’avversario gli ha rubato tutte le fiches tranne una.
Putin costretto all’invasione? Inevitabilità della guerra?
Incomprensibile? Di più: si potrebbe anche, forse, definire criminale! Hanno reso l’invasione inevitabile, trasformando una crisi diplomatica in un bagno di sangue. Putin ha premuto il grilletto, certo, ma chi gli ha caricato la pistola e chiuso ogni strada alternativa?
L’Europa tra bollette, inflazione e crisi energetica
E qui entra il sospetto, grosso come un elefante rosa in salotto: alla luce del “gioco americano” in Euromaidan – quel colpo di Stato sponsorizzato da Washington e avviato nell’inverno del 2013 – che puzza di piano premeditato. Separare la Russia dall’Europa? Bingo! Gli USA ci hanno guadagnato un tesoro: mercati energetici monopolizzati (GNL americano a prezzi da strozzini), alleati UE ridotti a mendicanti, Russia isolata come un appestato. L’Europa? Un Tafazzi collettivo: come il comico di Zelig che si martellava i gioielli di famiglia – e nessuno, ancora oggi, ha potuto svelarne il motivo -, Bruxelles e i suoi stati membri si sono autoinflitti un harakiri economico.
Il sospetto di un piano premeditato
Divide et impera: gli interessi USA e le perdite europee
Oggi paghiamo bollette da infarto, industrie in fuga, inflazione galoppante, tutto per una guerra che ha distrutto noi e ucciso mezza Ucraina… Non loro. Al di là dei complotti (che sarebbero “pensare male”, e io non voglio fare il cospirazionista da bar), è evidente che rigettando quel trattato – sensatissima base su cui trattare, addirittura già equilibrato nella bozza russa – la responsabilità della guerra ricade pesantemente anche su USA e NATO.
La responsabilità condivisa nella guerra in Ucraina
Sì, la Russia ha invaso, con la sua dose di brutalità imperdonabile. Ma chi l’ha spinta lì, chiudendo ogni porta e lasciando l’invasione come unica “soluzione”? È come spingere un cane rabbioso in un angolo e poi stupirsi se morde.
Conclusioni: gli USA hanno spinto la Russia all’invasione?
O, forse, e peggio, la guerra concretizza un piano americano avviato già nel 2013 con Euromaidan, un divide et impera che ha funzionato alla grande? Pensare male? I fatti gridano: Washington ride, Mosca ringhia, e l’Europa sanguina.
L’Europa come comparsa nel grande gioco geopolitico
Punta il dito, Europa: la tua imitazione di Tafazzi è perfetta. Hai accettato quel rigetto del dialogo per ideologia da Guerra Fredda, o per obbedienza cieca allo zio Sam? Oggi, con l’Ucraina in macerie e noi in recessione, sicuri che la colpa sia tutta di Putin? O dobbiamo ripartire le colpe, attribuendo una fetta succosa a chi ha detto “no” senza batter ciglio a un piano che avrebbe scongiurato la guerra?
USA e NATO non sono santi: sono – almeno all’apparenza di una analisi più approfondita di quella che fanno i grandi media italiani – i registi di questo spettacolo macabro, dove l’Europa fa la comparsa che paga il biglietto. Sveglia, Tafazzi del Vecchio Continente: mentre noi contiamo i lividi e Kiev conta i morti, Washington conta i dollari. Che ironia amara, eh?
